Chi ama il Natale

Se la prendono tutti con le feste. Dicono che ti obblighino a indossare l’abito buono, a ostentare sorrisi senza fondamenta, a stringere mani non più amiche, a far finta che vada tutto bene. Dicono che ti inducano a recitare nella più squallida delle commedie, a portare delle maschere. Maschere. Proprio quelle che – a voler guardare oltre la nebbia – il Natale e bestialità simili ti costringono a levare. Le feste, a volte, ti mettono all’angolo, fino a farti tirar fuori un’identità che non hai. Ma questa è soltanto la superficie. La gente odia il Natale perché non lo sa capire. Lo considera un grande teatrino. Ipocrita, irreale, commerciale. Io non conosco nessuna verità. Io diffido di ogni presunta verità, soprattutto se assoluta. Ma di una cosa sono sicuro, sì: il Natale, la maschera, te la fa calare.

C’è chi finge di fronte a parenti e amici, chi schiva domande, chi elude risposte. Il fatto è che ognuno ha la sua percezione della festa, ed è quella la vera domanda. È quella la vera risposta. Puoi mentire ai tuoi cari, puoi ingannare familiari e conoscenti di vario grado, ma non potrai mai truffare te stesso. Fuori il teatro, dentro lo svelamento. Chi ama il Natale non è un ipocrita, né un buonista. Chi ama il Natale – a differenza degli altri – ha soltanto la consapevolezza di essere più o meno felice, e di saper cogliere il bello al di là della finzione. Chi ama il Natale lo sa che ogni 25 dicembre rischia di finire su un palco indesiderato, ma sa anche vedere le persone dietro i personaggi del presepe, l’essenziale al di là degli addobbi, le luci – quelle vere – oltre le luminarie artificiali. Chi ama il Natale non è vittima del consumismo. Chi ama il Natale può anche non fare regali: il suo regalo è il Natale stesso, il tempo condiviso, la maschera calata. Perché chi ama il Natale sa vedere quel che c’è da vedere, oltre l’ostentazione di un cinismo che è ormai status symbol. Chi ama il Natale non è un cretino senza spirito critico. Chi ama il Natale si gode la famiglia che c’è e onora quella che non c’è più. Chi ama il Natale ti sorride in faccia oltre la tua patetica finzione. Chi ama il Natale ti incita a scoprire perché sei arrivato a detestare le festività. Chi ama il Natale sa che il Natale è un’occasione. Ché se sei felice va bene così, ma se le luci del centro t’infastidiscono, se innaffi il tuo l’albero soltanto con le lacrime, se sei più cadente tu di quella famosa stella, allora il tuo problema non è il Natale. Il problema sono gli occhi attraverso cui hai osservato gli ultimi trecentosessantaquattro giorni, il modo in cui li hai vissuti. Io, oggi, assolvo il Natale. Lo scagiono. Lo sollevo da ogni responsabilità sul nostro stato d’animo. Il Natale non è una luce di scena. Il Natale è un faro puntato su quello che hai dentro. Il Natale è lo specchio di ciò che sei diventato durante il resto dell’anno. In attesa di quello nuovo. Un nuovo anno. Un nuovo Natale. Un nuovo inizio. I buoni propositi cominciano qui.

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